Beatrice Beneforti

Scrivo, fotografo e rielaboro. dipingo.

Ma ci pensi che coccola

Ieri sera mentre nostra figlia dormiva, io ero indecisa se finire di leggere due libri già iniziati o avviare Fausto e Anna. Francesco stirava. Ho iniziato Fausto e Anna. Poi mi sono addormentata e ho riaperto gli occhi quando Francesco è arrivato e gli ho detto, Ma ti ricordi quando eravamo solo figli e nipoti e le nostre nonne ci stiravano i panni? Sì, ha risposto. Che bello, che coccola che era. E succedeva fino all’anno scorso, non tanto tempo fa. Io, gli ho detto, che ho vissuto con la nonna per anni, la sera tornavo a casa e, se era giorno di panni pronti, trovavo, in fondo al letto, magliette, mutande e perfino i calzini stirati e piegati. Ma ci pensi che coccola? gli ho ripetuto. E lui continuava a dire Sì. E mi sono addormentata e, finalmente, stanotte non ho fatto incubi. Poi stamani ci siamo svegliati tutti presto perché si vede che la bambina aveva fame, perché poi subito dopo colazione si è riaddormentata con il suo babbo e io finivo di stirare prima di prepararmi per venire a scuola e anche stamani ho continuato a pensare, Ma ci pensi che coccola aver avuto queste nonne? Queste nonne che sono delle querce e che hanno accettato cose, nei loro matrimoni, che io non saprei come fare a conviverci, e loro sono così forti, anche ora che hanno quasi cent’anni e anche le nonne che son già morte, sono così forti, nel loro ricordo. E sono entrata a scuola con Fausto e Anna nella borsa.

Io da piccola

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