Beatrice Beneforti

Scrivo, fotografo e rielaboro. dipingo.

Guardare fuori dal finestrino

Oggi ho fatto una sostituzione di due ore in una classe seconda. Era caldo in aula e i ragazzi erano stanchi. Volevano andare fuori, ma io non li conoscevo e avevo un po’ di paura di perderli e alla fine li ho portati all’ombra di un cipresso in giardino. Abbiamo fatto un dibattito, come dicevano loro. Abbiamo parlato due ore di fila, un po’ hanno giocato. Poi siamo tornati in classe e si moriva di caldo. Abbiamo giocato a filetto. Ho perso tre volte di fila. È suonata la campanella e siamo usciti. Io son salita in macchina, loro sono spariti a sciame. Ho messo in moto e mi sono avviata verso casa. Era un caldo. Ho buttato giù i finestrini. A una rotonda ho rallentato perché doveva passare una macchina. All’interno c’erano due occhi che guardavano fuori dal finestrino come quando si guardava fuori dal finestrino da adolescenti, quando ci venivano a riprendere da scuola. E questi occhi poi hanno incrociato i miei e mi sono accorta del resto del viso e dei capelli e ci siamo riconosciute e ci siamo salutate con la mano e il sorriso. Era un’alunna della classe di questa mattina. La macchina è andata a dritto e io mi sono immessa nella rotonda. Ed ero contenta di aver visto che certe cose sono rimaste le stesse. Come guardare dal finestrino dopo una giornata di scuola. 

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