Nonostante la paura che irradia gli occhi con immagini spaventose
I miei occhi poi si ripuliscono e si posano sulle tue gambe
Che son così belle e dritte
Mi sono sempre piaciute le tue gambe
Che sanno sempre dove andare
Le mie paure non spaventano te
E fanno vergognare me
Mi vergogno sempre di qualcosa
Ma la potenza dei miei pensieri
Quando sono buoni
Ti arriva forte e chiara e potenzia anche il tuo sapere
E parliamo in macchina
Tu davanti e io dietro con la bambina che dorme nell’ovetto
Perché lei vuole stare a sentire
Ma poi crolla e vuole solo me accanto
E te guidi e mi ascolti
Perché mentre guido io, penso
E il mio cervello va troppo veloce
E quando va troppo veloce iniziano i problemi
E le mie ansie
Allora guardo le case e i giardini privati
Le finestre illuminate delle case mi fanno sentire altrove
Da piccina mi facevano sognare una vita famigliare calma
Ora mi fanno vedere con la mente
Le possibili individualità delle persone che le abitano
Mi piacciono le case
Vorrei entrare in quei condomini tutti costruiti uguali
Fare un appartamento per volta
E vedere come ogni abitante ha arredato la propria casa
Che è stata costruita identica a quella del piano di sopra
E via via salire e vedere gli arredi degli altri
Che ogni casa somiglia ai suoi inquilini
E questi pensieri mi tranquillizzano
Ma non l’ho mai fatto
Entrare in un condominio e vedere tutte le case
E continuo a guidare
Oppure mentre faccio da mangiare per nostra figlia
Mi può partire il cervello
Con tutti i pensieri più diversi
E magari te mi vedi che sto colando la pasta e sono seria
Ma dentro la mia testa potrei pensare
Mille cose
Come inventare un nuovo modo di comunicare
Tra maschi e femmine
Oppure mentre faccio la pomarola
Se te mi guardi potresti supporre che stia pensando a come condirla
Invece a queste cose ci pensano le mie mani
E nella mia mente si affacciano dubbi incontenibili
Ma la mia testa è sempre stata grande
Fuori misura
Non mi entra mai un cappello
Mi dispiace
Ma almeno è spaziosa
Però vorrei ci fosse più accoglienza
Per i pensieri belli
E invece spesso ci sono le preoccupazioni
Ma non è neanche vero
Spesso ci sono le idee di mille cose che poi inizio
Quindi se ne inizio mille
Vuol dire che almeno ne ho pensate trentamila
E le mie mani continuano a fare da sole
Meccanicamente
Così posso sfamare nostra figlia
Che è sempre attenta
E che ci piace da aver paura di morire
Che buffo
Prima di lei pensavo spesso alla morte
Come liberazione
Andavo al cimitero comunale a scrivere o a passeggiare
Invece ora la morte mi spaventa
E non la sopporto
E non mi do pace
Ecco questo è uno dei pensieri che faccio quando le mie mani lavorano
E mi dico ma com’è possibile che mia madre morirà?
Oppure mio padre, o mia cugina che ha cinquant’anni
E per me ne ha sempre 33?
I miei zii non ci saranno più
Non ci saranno più le chiamate di un’ora con la zia Serena che mi parla di tutto
E che io chiamo quando voglio arrendermi, spesso in politica
E lei mi dice
Ricordati che noi veniamo dai lembi delle nostre nonne
Donne che non si sono mai arrese
E allora non mi arrendo
Tutto questo finirà
E non ci posso credere
Poi ripenso alla mia morte
Non può essere vicina
Perché ho una figlia che deve crescere
E il pensiero che possa crescere senza di me
Mi fa piangere come non ho pianto mai
Forse come quando ero bambina e avevo paura della lava dei vulcani
E la mia mamma
Un giorno non mi chiamerà più ottocento volte
Per dirmi come stare al mondo
E il babbo non mi chiamerà più per dirmi
Biribissi, vieni a mangiare ho fatto il ragù oppure per dirmi che il cane gli ha rubato le salsicce
E la serpe
Non ci sarà più radio serpe
Che chiamo ogni volta che mi sposto da un posto all’altro
E francesco
Non ci sarà più con le sue gambe lunghe e belle
Che con la sua presenza discreta
Poi quando non torna perché è lento
Io inizio a essere inquieta
Perché mi manca
E nostra figlia
Lei non dovrà morire mai
Non se ne parla neanche


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