Beatrice Beneforti

Scrivo, fotografo e rielaboro. dipingo.

ma perché io no?

Ci son dei momenti che sono stanca. L’unica cosa che vorrei fare è stare immobile in penombra. Senza telefono. Senza dormire. Sdraiata per riprendermi un po’. Non tanto, quanto basta. Invece durante questi momenti si affacciano alla mia mente, tutte le cose che non sto facendo e allora prendo il cellulare e inizio a scrollare i social. E vedo tutti che fanno, che parlano e scrivono e producono e tutte che son perfette, dopo aver partorito, son più secche di prima. Io tra un po’ è un anno che ho partorito e ho una pancia enorme, che sembro ancora incinta di sei mesi. Mi alleno e vado dalla nutrizionista, prendo le medicine, gli integratori, ma comunque abbasso la testa verso l’ombelico e la pancia è sempre lì. Ma che cazzo. Mi colpevolizzo come sempre, mi dico che comunque sgarro, sbaglio qualcosa, ma il padre di mia figlia, quando mi sente, mi dice che veramente non sgarro, capirai, due gelati alla settimana anziché uno. E io dico, ah davvero? E lui dice Sì, sei brava. E io, in questa certezza che mi dà – a cui io non credo mai – mi ci perdo delle ore. Perché poi quando mi stendo come dicevo prima, in penombra, magari quando la bambina sonnecchia, mi immagino la sua faccia – quella di suo padre – che ora però mi dice, Perché non stai scrivendo le tue tre pagine quotidiane? oppure Perché non vai di là a leggere o a finire di dipingere quello che avevi iniziato? e anche in queste domande che non mi sta facendo, ma che mi fa in altri momenti perché sa che poi sto peggio, se non faccio le mie cose, mi ci perdo. Perché non vado di là a scrivere o a dipingere? Perché sto qui a pensare, ore, anche quando faccio le altre cose, sono a pensare, invece di scrivere o dipingere? Perché gli altri son così bravi a fare una cosa soltanto e farla bene e io son qui che penso e dico, Ma io ho pubblicato il libro l’anno scorso, ho bisogno di tempo per scriverne un altro. Chissà come ho fatto, tra l’altro. E poi leggo i miei autori preferiti che di libri ne pubblicano uno all’anno, che fanno newsletter, dirette, eventi. Tutta gente che ha sempre qualcosa da dire, di necessario o no. Anche ieri sono andata al concerto di Nada e non conoscevo una canzone, strano, e infatti ha detto che erano le canzoni nuove. E io mi son detta, ma guarda, anche Nada ha scritto cose nuove, perché io no? Cioè io sì, ma le tengo sparse nel computer e nel quaderno, ma penso siano comunque poche, in confronto. Allora continuo a scrollare, più mi faccio queste domande, più scrollo, con il mal di testa, la fronte che mi pesa, e guardo gli altri, i vincenti, quelli che ce l’hanno fatta e che hanno sempre qualcosa da farci sapere. Ma perché io no? Bella domanda.

China su carta, 2023

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